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Secondo un’indagine svolta da ACCREDIA e CONAL, gli italiani attribuiscono grande importanza ai marchi di certificazione di qualità agroalimentare. Sigle come DOP, DOCG, IGP e BIO sono note alla maggior parte dei consumatori, tanto che un intervistato su tre ne sa addirittura elencare le caratteristiche, ma ancora più evidente è l’importanza associata: la maggior parte dei consumatori ricorda su quali prodotti li ha trovati e attribuisce una garanzia di affidabilità [1]. 

I marchi di certificazione sono variabili importanti per l’acquisto di un prodotto e, nella considerazione dei consumatori, vengono subito dopo prezzo, marca, tipicità, aspetto nutrizionale, comodità d’uso e rispetto dell’ambiente[1].

La generale varianza nella conoscenza dei marchi di tutela in ambito food non stupisce gli esperti del settore, dal momento che la filiera agroalimentare è costellata di referenze certificate su cui si trovano, oltre ai marchi relativi alla specificità (DOP, IGP, altre certificazioni di qualità etc.), al metodo di produzione BIO, anche sigle/marchi aventi la finalità di valorizzare altre peculiarità del prodotto relative ad esempio al sistema di produzione, all’imballaggio, all’eticità del produttore e via dicendo[1].

Sul sito di ACCREDIA è stato pubblicato un elenco ed una breve descrizione dei principali marchi di qualità dei prodotti agroalimentare, tutelati a livello europeo, riconoscibili sui pack dei prodotti.

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[1] Relazioni Esterne e Comunicazione ACCREDIA